Vote for Animals
Scopri i dettagli

Impegno per il Benessere Animale

Le elezioni europee 2019 determineranno le priorità politiche dell’UE per i prossimi cinque anni. Lo sviluppo politico relativo al benessere degli animali dipenderà dall’impegno dei parlamentari. Ecco perché chiediamo ai candidati di impegnarsi formalmente per il benessere degli animali.

Impegnati per gli animali

Impegno generale

  • Impegnarsi a garantire che gli animali siano riconosciuti come esseri senzienti e che questo sia riconosciuto in tutte le proposte legislative e iniziative politiche parlamentari attinenti.

    Il Trattato di Lisbona ha introdotto nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea il riconoscimento degli animali come esseri senzienti (Articolo 13 del Titolo II). Affinché venga preso debitamente in considerazione, questo articolo dovrebbe essere citato in ogni rapporto parlamentare e documento riguardante tutte le proposte legislative e iniziative politiche relative alla tutela degli animali.


  • In caso di revisione dei Trattati, appoggiare l’inclusione della tutela degli animali come competenza condivisa

    Le istituzioni UE possono adottare leggi sulla tutela degli animali solo nel contesto della politica agricola comune (PAC), del buon funzionamento del mercato interno o della protezione della salute pubblica per quanto riguarda le malattie trasmissibili da animali. Trasformare il benessere degli animali in una competenza condivisa consentirebbe alle Istituzioni dell’UE di creare leggi sulla tutela degli animali senza vincoli, proprio come si può fare nei singoli Stati Membri. Ciò riflette le aspettative della maggior parte dei cittadini della UE, che chiedono che alcune o la maggior parte delle decisioni in materia  siano prese a livello dell’UE (Eurobarometer, 2016).


  • Esortare la Commissione a garantire un'efficace applicazione e attuazione della legislazione relativa alla tutela degli animali in tutti gli Stati membri

    Esistono una serie di norme giuridiche dell’UE in materia di benessere degli animali presenti in molti atti legislativi, ma la conformità e l’applicazione troppo spesso non soddisfano le aspettative. Ad esempio, gli audits della Commissione hanno riscontrato che il 95-100% dei suini vengono sottoposti a mutilazione della coda nei Paesi Bassi, in Italia, Spagna, Danimarca e Germania, in diretta contraddizione con la normativa dell’UE. L’Europarlamento ha un potere di controllo per garantire che la Commissione intraprenda azioni correttive per risolvere quei casi in cui la legge mirata alla protezione degli animali non viene attuata correttamente.


  • Appoggiare l'adozione di una legge quadro sul benessere degli animali per fornire un livello minimo di protezione a tutti gli animali, salvaguardando l'acquis esistente

    L’attuale legislazione dell’UE relativa al benessere degli animali è ancora limitata nel suo campo di applicazione. L’introduzione di una legge quadro dell’UE sul benessere degli animali avrebbe l’obiettivo di fornire una protezione di base a tutti gli animali, compresi gli animali randagi di specie addomesticate, in modo da rispecchiare il principio della senzieta’ degli animali sancito dall’articolo 13 del Trattato. La legge non dovrebbe in alcun modo ridurre l’attuale acquis dell’UE in materia di benessere degli animali, ma fornire norme chiare che facilitino una migliore e più completa conformità con la legislazione vigente.


  • Promuovere e appoggiare sviluppi politici mirati all’introduzione di standards migliori in materia di tutela degli animali

    Molte iniziative che vedranno la luce in questa nuova legislatura avranno il potenziale di far avanzare o minare gli interessi degli animali. Invitiamo i deputati europei a sfruttare l’intera gamma di iniziative parlamentari a loro disposizione – relazioni di iniziativa, inchieste, interrogazioni parlamentari, mostre e conferenze – per promuovere standards migliori in materia di benessere animale.


  • Chiedere alla Commissione Europea di nominare un Commissario per il benessere degli animali

    Il benessere degli animali è una tematica orizzontale che riguarda una serie di politiche europee. Oggi circa un quarto dei servizi della Commissione riguarda direttamente gli interessi degli animali. Affidare il benessere degli animali a un unico Commissario è importante per garantire un approccio congiunto da parte dell’esecutivo dell’UE. Ciò invierebbe un forte messaggio sull’impegno della Commissione a migliorare la vita degli animali.

Animali "da produzione"

  • Impegnarsi per ridurre al minimo il trasporto di animali vivi sostituendo il trasporto di animali vivi da macello con il commercio di carni e carcasse

    Ogni anno, 1 miliardo di polli e 42 milioni di ovini, cavalli, maiali e bovini vengono trasportati all’interno dell’UE e verso Paesi terzi. La maggior parte di questi animali è destinata al macello. Il trasporto di animali vivi solleva importanti questioni di benessere animale. Durante il trasporto gli animali sono infatti spesso esposti alla sete, alla fame, a temperature eccessive, e soffrono di spossatezza, mancanza di spazio e riposo. Il trasporto di animali vivi può anche comportare gravi rischi per la salute pubblica contribuendo alla diffusione di malattie. Dando priorità al trasporto di carne e carcasse, si ridurrebbe significamente la sofferenza degli animali.


  • Promuovere un modello di produzione che non faccia uso di gabbie

    Ogni anno circa 700 milioni di animali vengono usati per  le produzioni alimentari nella UE, incluse galline quaglie, conigli, scrofe e anatre, vengono rinchiusi in gabbie: qui la maggior parte di loro trascorranno tutta o gran parte della loro vita. Gli animali in gabbia non possono muoversi liberamente e non possono così esprimere nemmeno i loro comportamenti naturali. Queste costrizioni hanno un impatto negativo sulla loro vita e sulla loro salute. Per questo motivo l’uso delle gabbie deve essere proibito e cio’ dovrebbe andare di pari passo con la promozione di sistemi più rispettosi del benessere degli animali.


  • Sostenere una revisione della Direttiva Europea sui polli “da carne”.

    Oggigiorno in Europa la maggior parte dei polli “da carne”, circa 7 miliardi di volatili ogni anno, viene allevata in sistemi industriali. Questo metodo di allevamento ha effetti devastanti sui polli: selezionati geneticamente per crescere più’ velocemente che in natura, questi animali vivono ammassati, senza luce naturale e arricchimenti ambientali che darebbero loro la possibilità di esibire alcuni dei loro comportamenti naturali. La Direttiva Europea di riferimento attualmente in vigore contiene solo alcuni criteri base per la protezione dei polli “da carne”, per questo è urgentemente necessario aggiornarla per una migliore protezione di questi animali, della salute pubblica e dell’ambiente. Recentemente anche il Parlamento Europeo ha adottato una posizione a questo riguardo.


  • Assicurare che le condizioni degli animali da produzione siano una priorità nell’implementazione della Politica Agricola Comune (PAC)

    Oggigiorno solo l’1.54% dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC) è investita nel benessere degli animali. Rendere il benessere animale una priorità della PAC è fondamentale per rispondere alle aspettative dei cittadini europei, l’82% dei quali ritiene che gli animali “da produzione” dovrebbero essere meglio tutelati (Eurobarometer 2016).


  • Porre fine all’alimentazione forzata delle anatre e delle oche usate per la produzione del foie gras

    La produzione di foie gras prevede l’alimentazione forzata di anatre e oche. Questa pratica provoca l’ingrossamento innaturale del fegato e un’alterazione della funzionalità epatica tale da rendere difficile la respirazione. L’alimentazione forzata è estremamente dolorosa per questi animali e per evitare che si sottraggano a questa pratica, oche e anatre vengono normalmente confinate in spazi ristretti (soprattutto in gabbie individuali). La produzione di foie gras è anche responsabile dell’abbattimento di milioni di pulcini femmine, in quanto solo i maschi possono essere utilizzati per questa produzione. 23 Stati membri dell’UE già non usano questa pratica.


  • Assicurare che tutti gli animali siano sempre effettivamente storditi prima di essere macellati

    Il Regolamento Europeo sulla macellazione stabilisce criteri minimi per la “protezione” degli animali al momento della macellazione. Nonostante lo stordimento prima della macellazione sia obbligatorio, il testo legislativo permette di derogare da quest’obbligo per motivi culturali o religiosi. Senza stordimento gli animali possono rimanere coscienti e soffrire per diversi minuti prima di morire. Questa pratica è fortemente criticata da molte parti interessate, inclusa la Federazione dei Veterinari d’Europa (FVE). Lo stordimento reversibile sarebbe compatibile con la pratica di macellazione religiosa, evitando al contempo ulteriori sofferenze agli animali.


  • Supportare l'introduzione di nuove regole per salvaguardare il benessere dei pesci, in particolare durante il trasporto e in fase di macellazione.

    Al momento Il numero di pesci allevati per la produzione di cibo supera di gran lunga quello di tutti gli altri animali senzienti allevati per lo stesso fine. Nonostante ciò e malgrado ci sia consenso nella comunità scientifica che i pesci sono esseri senzienti, non c’è nessuna legislazione europea che ne protegga il loro minimo benessere. L’introduzione di nuove regole europee è necessaria per garantire il rispetto dei requisiti minimi di benessere dei pesci

Fauna Selvatica

  • Sostenere l'adozione di una lista positiva europea che stabilisca quali animali esotici possono essere venduti e tenuti in cattività all’interno dell’UE.

    Negli ultimi anni si è osservata una crescente tendenza a detenere animali esotici al posto dei tradizionali animali domestici “da compagnia”, rendendo l’UE uno dei principali importatori di pesci, rettili, uccelli e mammiferi. Tuttavia gli animali esotici non sono adatti a una vita in cattività ed è estremamente difficile per il loro proprietario fornire cure, cibo e alloggio adeguati alle loro pur minime esigenze. Le specie esotiche possono anche minacciare la biodiversità locale ed avere un impatto negativo sulla salute pubblica. Una lista positiva dell’UE che stabilisca quali specie possono essere vendute e tenute in modo chiaro ed esaustivo, garantirebbe che qualsiasi specie non presente nell’elenco venga proibita.


  • Adottare un divieto Europeo dell'uso degli animali nei circhi

    I circhi non possono soddisfare alcuni dei requisiti sociali, ambientali e sanitari più basilari degli animali selvatici. Questi animali sono obbligati a comportarsi in modo innaturale ed i metodi di addestramento includono punizioni fisiche che sono altamente stressanti. Gli animali sono costretti in piccoli spazi ed in gruppi sociali inappropriati per la specie, esposti a folle di persone rumorose e a frequenti viaggi. 24 Stati Membri dell’UE hanno già adottato limitazioni all’utilizzo degli animali nei circhi. Ora è necessario un approccio coordinato tra gli Stati Membri a livello Europeo per porre definitivamente fine a questa forma arcaica di intrattenimento.


  • Promuovere la coesistenza e la gestione non letale della fauna selvatica nell'Unione Europea

    In un continente densamente popolato come l’Europa, la fauna selvatica è costretta a coesistere ed integrarsi con le attività umane. Gli sforzi per risolvere i conflitti con la fauna selvatica dovrebbero iniziare affrontando le cause dei conflitti tra uomo e natura e sviluppando una cultura della convivenza con le pratiche umane. È necessario promuovere a livello europeo la soluzione dei conflitti con metodi non letali e minimizzare l’impatto sul benessere degli animali al fine di ottenere una coesistenza pacifica.


  • Sostenere l'adozione di divieti nazionali dell'allevamento di animali da pelliccia e opporsi ad iniziative che forniscano l'approvazione dell'Unione Europea all'industria delle pellicce.

    L’allevamento di animali ai fini della produzione di pellicce è contestato dalla maggioranza dei cittadini dell’UE che ritengono inaccettabile, non necessario e immorale allevare e uccidere animali per la produzione di un prodotto di lusso per il quale esistono molte altre meno crudeli alternative.
    In un contesto in cui gli Stati Membri stanno progressivamente vietando questa pratica crudele, la Commissione Europea ha recentemente annunciato che istituirà un secondo centro di riferimento dell’UE per concentrarsi anche sul benessere degli animali da pelliccia. Questo tipo di iniziative legittimano un’industria crudele, sono totalmente inefficaci nel migliorare il benessere degli animali e utilizzano il denaro dei contribuenti dell’UE per qualcosa che la maggior parte di loro considera inaccettabile.

Equini

  • Promuovere il benessere e la cura responsabile degli equini supportati da un’efficiente sistema di identificazione e tracciabilità

    Oggi è l’ignoranza la principale responsabile dei problemi di benessere degli equini in tutta Europa. Nessuno Stato Membro ne è completamente esente. Questo è il motivo per cui la Commissione dovrebbe contribuire a promuovere la proprietà responsabile degli equini, ovunque essi si trovino e qualunque sia il loro ruolo. Inoltre, la nozione di proprietà responsabile deve essere supportata da un adeguato sistema di identificazione e registrazione. Un’efficace tracciabilità è cruciale per il benessere e della salute degli equini, permettendo di risalire al loro proprietario e quindi alla persona responsabile della tutela.

Animali "da compagnia"

  • Promuovere l'introduzione di sistemi compatibili di identificazione e registrazione di cani e gatti nell’ UE al fine di garantire una tracciabilità più efficiente di tali animali

    Il commercio illegale di cani è un’industria in forte espansione in tutta Europa, per un valore superiore al 1 miliardo di euro. Anche un nascente commercio illegale di gatti è in aumento. Il commercio di animali domestici online mette a repentaglio la salute e il benessere degli animali. Inoltre minaccia la salute pubblica, minando al contempo i diritti dei consumatori ed il mercato interno attraverso la concorrenza sleale e l’evasione fiscale. Per fermare il crudele commercio illegale di animali domestici, la Commissione Europea deve garantire che vi siano requisiti minimi obbligatori per l’identificazione e la registrazione di cani e gatti in ciascuno Stato Membro e che le informazioni siano accessibili per qualsiasi animale ed in qualsiasi zona dell’Unione.

Animali "da laboratorio"

  • Promuovere l'adozione di una strategia UE completa e concreta verso l’eliminazione dell'uso degli animali nella ricerca, nella sperimentazione e nell’istruzione

    Più di 12 milioni di animali vengono utilizzati ogni anno in Europa per esperimenti. Oltre alla sperimentazione potenzialmente dolorosa, anche il modo in cui gli animali vengono allevati e gestiti è fonte di sofferenza e stress. La sperimentazione animale è stata a lungo una questione controversa per ragioni etiche. Ora è diventata anche una pratica contestata su basi scientifiche, poiché un numero crescente di scienziati mette in dubbio l’affidabilità dell’uso degli animali e sottolinea che i dati non possono essere estrapolati dagli animali alle persone. Con lo sviluppo di metodi sostitutivi che consentono agli scienziati di non utilizzare animali, l’Unione Europea dovrebbe promuovere una strategia chiara con ben definite tappe e scadenze per arrivare allo stop dell’uso di animali nella ricerca, nella sperimentazione e nell’istruzione, così come è successo nel settore cosmetico.

Commercio degli animali

  • Garantire che le importazioni di prodotti di origine animale provenienti da paesi terzi rispettino pienamente le norme dell'UE in materia di tutela degli animali

    Nell’ultimo decennio, il commercio di prodotti di origine animale tra l’UE e paesi non UE è quasi raddoppiato. Questo commercio è spesso deleterio per gli animali perché la maggior parte degli accordi commerciali internazionali non tiene in considerazione neppure il minimo benessere degli animali. Liberalizzare gli scambi senza salvaguardare il benessere degli animali implica l’apertura dei mercati europei a prodotti che non lo rispettano e che penalizzano la competitività dei produttori europei che devono invece applicare elevati standard di benessere degli animali. È fondamentale che gli accordi commerciali includano disposizioni volte a garantire che i prodotti importati di origine animale rispettino pienamente le norme dell’UE in materia di benessere degli animali. L’applicazione di un sistema obbligatorio di etichettatura dei prodotti UE favorirebbe la conformità delle importazioni e promuoverebbe lo sviluppo di sistemi di tutela più elevati nell’UE e nei paesi terzi.

Intergruppo sul Benessere e la Conservazione degli Animali

  • Nel desiderio di unire le forze con altri Eurodeputati sostenitori del benessere degli animali, mi impegno a partecipare all'Intergruppo del Parlamento Europeo sul Benessere e la Conservazione degli Animali.

    Questo Intergruppo è il promotore dell’impegno per la protezione degli animali nel Parlamento Europeo. È il secondo Intergruppo per data di creazione ed uno dei più seguiti. L’Intergruppo offre l’opportunità ai deputati di diversi gruppi politici di incontrarsi, discutere e raggiungere un consenso trasversale sui problemi di tuteladegli animali.